Educare il palato? Anche la testa

mangiare sano

Ogni volta che parliamo di cibo dovremmo ricordarci che il mondo degli uomini va diviso in due parti.

Da una parte ci siamo noi, quelli della civiltà ricca e opulenta, per i quali avvicinarsi al cibo spesso è quasi una operazione di filosofia del gusto, in qualche occasione un gesto estetico; poi ci sono gli altri, quel mezzo mondo e più che, aprendo gli occhi al mattino, non sa se riuscirà a sfamarsi.

A noi piace parlare di gusto ed è bene che frequentiamo ristoranti, ci confrontiamo con celebri chef, affiniamo la nostra sensorialità, ma non dovremmo dimenticare mai l’altra metà del mondo e che il futuro del cibo passerà anche attraverso i sistemi di produzione che saranno adottati o forse imposti ai paesi meno ricchi.

Affermiamo questo stando all’interno di una scuola di cucina italiana e pertanto immersi in quel mondo dove il problema non è più la fame, al contrario l’obesità e il troppo mangiare sta diventando motivo di dibattito collettivo per cui i governi si preoccupano e le autorità sanitarie si mobilitano.

E’ proprio vero, mangiamo troppo e, quasi sempre, mangiamo male!

Ecco allora che si aprono palestre e tutti corrono a tonificare i loro muscoli cercando di tenere pancia e fianchi dentro misure almeno decorose. Che dire poi delle diete? Medici e dietisti cercano di garantirsi un piccolo spazio e una giusta porzione di fama che permettano loro di aprire centri e fare soldi.

L’industria alimentare, d’altro lato, sempre più controllata da pochi in forma monopolistica si assicura vendita e guadagni bombardando di pubblicità bambini e adulti, famiglie e popoli, senza alcun limite nè di legge nè di buon senso. A ben vedere, non è un bel panorama e il mondo non appare proprio ordinato.

All’interno del nostro Movimento Slow Food già negli anni scorsi abbiamo incominciato a definire questo stato di cose come condizione da “diluvio universale”. Abbiamo esagerato? Io penso di no.

E questa Scuola, il nostro Master Italian Cooking, vuol dare proprio una risposta a chi ha preso coscienza che il futuro del cibo può riservare amare sorprese per tutti.

L’Italia ha la fortuna di avere una posizione geografica eccellente, con prodotti naturali eccezionali, ricchi di gusto e con mille sapori; su questa ricchezza naturale ha poi costruito nei secoli una grande tradizione e un patrimonio gastronomico invidiabile.

Gli allievi che frequentano i nostri corsi, da qualsiasi paese vengano, si rendono subito conto di questa diversità e si immergono quasi inconsapevolmente, settimana dopo settimana, in un mare di sapori sempre diversi e scoprono che dietro ogni tradizione regionale in realtà ci sono erbe, frutta, condimenti, formaggi, carni, salumi davvero unici. Eppure, mentre lavoriamo ai fornelli, degustiamo e disputiamo di sapori, non dobbiamo dimenticare in che mondo siamo, da dove veniamo e dove siamo diretti. Educare il palato va bene, ma insieme va usata la testa.